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I SOLATI

Le ultime sceneggiate berlusconiane a livello planetario hanno finalmente portato alla ribalta, non solo del cortile nazionale, la vera natura di un leader che manifesta un’idea di Stato nazione simile a quella di Gheddafi (in questo, ma solo in questo, sono d’accordo con Casini). Rapporto diretto col popolo tramite media accomodanti, accentramento del potere come ai tempi di Richelieu o di Luigi XIV, con la nomina diretta di intendenti e luogotenenti e aggiramento del Parlamento e delle sue prerogative. Tutto il mondo ne parla con accenti tra l’ironico e l’inquietante (ne ho fatto una rassegna minima sul mio facebook), tutto il mondo si interroga sulla strana anomalia italiana e su come sia possibile che la maggioranza degli italiani si sia lasciata turlupinare e incastrare dalle truppe ben foraggiate di assistenti, veline e badanti che fanno da corte all’ottavo nano. Anche dalle mie parti (intendo Montalbano Jonico) non mancano celebrazioni fatte con lustrini e giovani rampanti in cui compaiono figuranti in giacca e cravatta pronti a emulare le gesta del premier. Per non parlare di personaggi politici implicati in losche vicende giudiziarie che salgono sui palchi per annunciare la nascita di un nuovo “popolo delle libertà”(sic!). Stiamo vivendo in condizioni imbarazzanti il nostro stesso essere italiani. Ma dove è finita l’Italia che si indignava dinanzi alla corruzione e alle tangenti ai tempi di Mani Pulite e perché l’anelito di giustizia sta diventando una prerogativa di minoranza? L’Italia figura al primo posto per numero di frodi all’Unione europea, al 55° posto per corruzione dei colletti bianchi, abbondantemente ultima nei paesi occidentali. Per non parlare della libertà di stampa ! Gli ultimi attacchi a quel po’ di libera stampa che ancora non è sotto il controllo del padrone fanno ripiombare l’Italia nei periodi bui del ventennio. Il preoccupante inabissarsi dei valori del vivere civile mette a repentaglio la stessa tenuta democratica del Paese.

Se Berlusconi ha il consenso che si ritrova, nonostante le sue macchiette degne del miglior comico di Zelig, malgrado il suo conflitto di interessi e i suoi ripetuti attacchi alle istituzioni, vuol dire che a una consistente porzione di italiani piace. Piace a chi evade le tasse, piace a quelle veline che per apparire in televisione sono disposte a compiacere il capo (magari nella stanza da letto), piace a chi si mette in fila per entrare nella casa del Grande Fratello, piace a chi si beve tutto quello che passa nei programmi demenziali che albergano nelle nostre TV spazzatura, piace a chi pensa, come ha ribadito Carlo Vulpio a Matera, che ‘l’importante è che non accada a me’ e si chiude in quell’individualismo che corrode il senso civico e la comune appartenenza al consorzio umano. Poi succede che mi incendiano il cantiere, i capannoni agricoli e gli escavatori: a chi mi rivolgo se tutti si girano dall’altra parte? Berlusconi piace a chi non ha tempo per dedicarsi a queste cose, a chi non ha tempo per leggere anche queste righe, piace a chi si identifica in lui quando grida “mr Obama” o sta al telefono e dice alla Merkel di aspettare. Di lui si ipotizzano strategie mediatiche, alchimie comunicazionali per piacere a tutti. Molti si chiedono se ci è o ci fa. Io mi sono convinto che lui è proprio così, un italiano medio e mediocre (altro che grande imprenditore, eppoi con i soldi di chi !!) che conserva vizi e virtù della mediocrità (rimando al bel volume di Antonello Caporale, Mediocri. I potenti dell’Italia immobile). Si arrampica sui posti più alti per farsi notare nelle foto (e chi di noi non l’ha mai fatto !), viola il protocollo perché è l’unico del G8 che non ha avuto l’onore di un colloquio bilaterale con Obama, fa le corna o battute da avanspettacolo perché evidentemente non ha altro da dire. Ma il guaio è che le sue performances screditano tutti gli italiani e alla fine non solo continueranno a dirci “italiani = mafiosi” ma verremo isolati dal resto del mondo a livello economico e socio-culturale. Già oggi con i tagli al Fus, checché ne dica Baricco, la cultura italiana è marginalizzata e fare film o allestire opere teatrali di qualità sta diventando sempre più complicato. Figuriamoci domani, quando il popolo, in piena sintonia col suo leader, perché adeguatamente massaggiato dalle televisioni, preferirà programmi autocelebrativi della potenza della nuova Italia, a discapito delle produzioni teatrali o cinematografiche di livello internazionale. Insomma, oltre a essere ‘isolati’, siamo anche “i - solati” che a Roma vuol dire fregati da chi tutto vuole fuorché il benessere degli italiani. In attesa che tutti se ne rendano conto, godiamoci le tanto fantomatiche opere “epocali” come il Ponte di Messina prossimo venturo, così almeno manderemo una foto-cartolina col premier ai nostri congiunti emigrati altrove, per raccontare loro la “bell’Italia” del Rinascimento berlusconiano. In posa …cheese !!!

(scritto prima del terremoto degli Abruzzi)

Pubblicato il 7/4/2009 alle 22.32 nella rubrica Dal "Quotidiano della Basilicata".

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