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francodevin
Tutto quello che volete sentirvi dire, ma che nessuno vi dice
16 maggio 2009
A GILDO CLAPS

Caro Gildo, ho letto delle infamie che ti sono state riversate addosso da un giornalista (sic!) (tale Nino Grasso), che da un po’ di tempo a questa parte, si diverte a buttare fango addosso a don Cozzi, al nostro direttore Leporace e ora a te solo perché rappresentate quella Basilicata fuori dagli schemi consolidati, fuori dalle logiche di potere e clientelari. Ci dovrebbe spiegare il tanto solerte Grasso chi foraggia quel ‘giornaletto’ che passa sotto il nome di “La Nuova” ma che di nuovo non ha nemmeno la carta con cui viene stampato (se fosse riciclata almeno contribuirebbe al non abbattimento delle foreste). L’ho ritrovato, tale giornaletto, distribuito “gratuitamente” all’interno delle scuole lucane e ne ho fatto un grande falò a beneficio dell’illuminazione pubblica. Tempo fa scrissi, proprio sul Quotidiano, della strana “conversione a U” del Grasso avvenuta attorno al 2004. Prima di quell’anno (cfr. La Nuova Basilicata, Sabato 10 Maggio 2003) il Grasso osannava don Cozzi, mons. Superbo e don Peppino Nolé come paladini di un cristianesimo incarnato, profetico. Addirittura era quella dei don Cozzi la Chiesa che a suo dire svolgeva un ruolo di “supplenza” rispetto all’assenza della politica, un ruolo “di cui le dobbiamo tutti essere grati”. Ed ecco manifestata la “gratitudine” del Grasso dopo il 2004. Prima servita in pillole al vetriolo a don Marcello e al suo peregrinare per i paesi della Basilicata per presentare il libro “Quando la mafia non esiste” che racconta storie inconfessabili che vedono coinvolti potenti e numi tutelari dello stesso Grasso. Poi spalmata a dosi sempre più massicce con allusioni tutt’altro che velate alla professionalità, al garbo e alla correttezza etica del nostro direttore Leporace. E da ultimo per instillare il dubbio sulla bontà di un movimento democratico nato dal basso, nella città di Potenza, e che ha chiesto a te, con tanto di primarie, di rappresentarlo. Bene hai fatto a prendere le distanze da un gioco al massacro che avrebbe finito per coinvolgere te e la tua famiglia (soprattutto l’amata Filomena per la quale altro dolore sarebbe esiziale dopo la scomparsa di Elisa). Questa vicenda, tuttavia, mi precipita nello sconforto. Quando qualcosa di buono avanza nel panorama del “ciarpame” quotidiano ecco che subito viene stroncato sul nascere. Truppe più o meno cammellate, assoldate in tutta fretta, o di consolidata fedeltà, si prestano al gioco e scrivono sui giornaletti senza collegare la penna al cervello e tantomeno al cuore. Quale sarebbe la tua colpa, a dire del Grasso? Quella di sfruttare la notorietà legata a un fatto di cronaca nera che ha avuto rilievo nazionale soprattutto grazie alla trasmissione Chi l’ha visto. In realtà, tutto il tuo affannarti alla ricerca della verità sulla scomparsa di Elisa, insinua il Grasso, sarebbe stato da sempre funzionale a una discesa in campo. Sei persona troppo corretta e dabbene per indignarti pesantemente di fronte a queste calunnie. Ma chi ti è vicino e ti ha conosciuto in questi anni si è sentito talmente offeso dalle parole dette in libertà da tale giornalista (sic!) che non può fare a meno di scrivere pubblicamente quello che pensa. Fatta salva la tua libera e sacrosanta decisione di impegnarti o meno nell’agone politico, sappi che non saranno né i Grasso, né altri addestrati a dovere, a far venire meno la stima e l’affetto che nutro nei tuoi confronti e della tua famiglia. E sono certo che le tante persone perbene, che abitano ancora questa terra ‘amara’, la pensano allo stesso modo. Ti siamo vicini nella tua battaglia di giustizia e verità sulla scomparsa di Elisa. In fiduciosa attesa di conoscere i risultati delle indagini, che finalmente sono state riaperte dopo anni di stagnazione e depistaggi, auguro a te e alla tua famiglia di ritrovare la serenità perduta in quel lontano Settembre del 1993.



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permalink | inviato da franco devin il 16/5/2009 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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